Generalità
••• Col termine Ostpolitik si intende non solo la politica estera perseguita con determinazione dal Cancelliere tedesco occidentale Willy Brandt al fine di normalizzare i rapporti con gli Stati facenti parte dell’ex blocco sovietico – e in particolare con la Repubblica Democratica Tedesca, con la quale venne sottoscritto il 21 dicembre del 1972 il cosiddetto “Trattato fondamentale” -, ma anche il tentativo (complicato) di avviare, qualche anno prima della Ostpolitik occidentale, delle relazioni politiche e diplomatiche tra la Santa Sede e quegli stessi paesi, a quel tempo dichiaratamente comunisti e atei. Un tentativo di dialogo che, appunto, si rivelò molto difficile, in piena Guerra Fredda, ma che, grazie alla prudenza e all’oculatezza di entrambe le parti1, aprì un varco tra due mondi ideologicamente contrapposti; da allora, infatti, si susseguirono consultazioni – il più delle volte tenuti saggiamente segreti –, reciproche concessioni e infine qualche importante accordo – come ad esempio quello di Metz del 1962 – di fronte, soprattutto, alla necessità da parte vaticana di garantire la Chiesa cattolica e i suoi fedeli in un sistema politico totalitario e materialista.
Notes
••• 1. Tra i principali protagonisti della cauta politica di apertura della Città del Vaticano verso i paesi comunisti dell’Europa orientale emerge il Segretario di Stato vaticano Agostino Casaroli (1914 † 1998) omaggiato, infatti, da molti per la sua straordinaria capacità di scorgere spiragli, trovare compromessi tra gli opposti estremismi, come testimoniato da un articolo pubblicato dal quotidiano “La Repubblica” il 9 giugno del 1988:
••••• Mosca. Se la pazienza dei cinesi è infinita, quella di Casaroli è eterna.
••••• È questa ormai una frase famosa che corre in Vaticano sul Segretario di Stato,
••••• cardinale Agostino Casaroli.
••••• Sta ad indicare la prima preziosa qualità che contraddistingue
••••• il capo della diplomazia vaticana: la sua estenuante costanza nel condurre le trattative
••••• nei casi dei più difficili rapporti della Santa Sede con i vari Stati.
••••• Un lungo esercizio della pazienza.
••••• La sua specialità, la sua invenzione più paziente, è la Ostpolitik vaticana.
••••• Ma la pazienza l’ha esercitata anche all’Occidente, per esempio con la Spagna di Franco,
••••• con il quale tenacemente ha resistito fino a raggiungere un concordato.
••••• Non è mai la Santa Sede, ha detto una volta, la prima a rompere i rapporti.
••••• Casaroli ha 74 anni, è nato a Castel San Giovanni, nel piacentino,
••••• dove papa Wojtyla ha voluto recarsi nei giorni scorsi, durante il suo viaggio in Emilia,
••••• per rendere onore al suo segretario di Stato.
••••• L’anno prossimo compirà 75 anni, il limite della pensione per vescovi e cardinali,
••••• ma sarà difficile che il vecchio porporato, che vecchio non è per il suo spirito vivace
••••• e per la sua snellezza fisica, sia obbligato a lasciare il posto di prestigio
••••• e di responsabilità che occupa.
••••• Recentemente, nel faticoso viaggio papale in Bolivia,
••••• ha sopportato felicemente le alture di 4 mila metri a La Paz.
••••• Lo stesso Wojtyla, ammirato, lo ha ringraziato per la sua costanza e resistenza
••••• nel seguirlo nei suoi forsennati viaggi apostolici.
••••• Il cardinale ci scherza sopra.
••••• Lui, il papa, si affatica, e noi ci stanchiamo,
••••• dice con quel suo sorrisetto furbo appena tirato sulla bocca.
••••• Ma non è vero.
••••• Anch’egli si porta in giro la sua fatica di responsabile della diplomazia vaticana.
••••• Proprio recentemente, in Bolivia, da Santa Cruz, ha diretto l’operazione Stroesser,
••••• il generale presidente del Paraguay, che si era messo contro la Chiesa,
••••• mentre il papa stava per recarsi nel suo paese.
••••• Casaroli, per vie diplomatiche,
••••• ha minacciato Stroesser di svergognarlo di fronte al mondo,
••••• prospettando vagamente un annullamento della visita del pontefice.
••••• Stroesser ha ceduto, e Wojtyla è andato persino a farsi applaudire
••••• in una riunione di oppositori al regime del generale.
••••• A volte, le sue soluzioni sono un po’ più divertenti.
••••• L’anno scorso, nel viaggio di Wojtyla in Polonia,
••••• il generale Jaruzelski pronunciò un grosso discorso a Varsavia,
••••• che era in contrapposizione con la visione del papa sul suo paese.
••••• I redattori dell’Osservatore Romano, con qualche preoccupazione, andarono da Casaroli.
••••• “Eminenza, che cosa dobbiamo fare?”. Il cardinale stette un po’ a pensare,
••••• poi rispose con un sorriso: “Pubblicatelo tutto, ma in polacco.”
••••• Casaroli è l’uomo della Ostpolitik vaticana.
••••• È stato papa Giovanni a togliere da un oscuro ufficio della segreteria di Stato
••••• il monsignore piacentino e a farlo viaggiare nei paesi dell’Est per cercare una soluzione
••••• ai problemi che gli Stati socialisti ponevano alla Chiesa cattolica.
••••• Tre obiettivi in lingua latina
••••• È stato Casaroli a teorizzare la progressiva azione diplomatica della Santa Sede
••••• per questi paesi, prospettando in ordine questi obiettivi, in latino:
••••• Esse (la sopravvivenza),
••••• bene esse (la libertà di nomine dei vescovi e del minimo di vita ecclesiale),
••••• e infine, come ultimo fine, plene esse (la libertà totale della Chiesa).
••••• Sono gli obiettivi che, in parte, con pazienza,
••••• è riuscito a raggiungere nei vari paesi socialisti.
••••• Con Mosca, invece, comincia adesso, lo vedremo a questa nuova fatica in questi giorni.
••••• Forse, sarà qui, al Cremlino, che il vecchio segretario di Stato vaticano
••••• farà nascere il capolavoro della sua Ostpolitik.
Bibliografia
••• Ernesto Buonaiuti, “Storia del cristianesimo”, Newton & Compton Edizioni, Roma, 2002
••• “La storia”, UTET Edizioni, Torino, 2007; De Agostini Edizioni, Novara, 2007; Mondadori Edizioni, Milano, 2007
••• Matteo Luigi Napolitano, “The Vatican Files. La diplomazia vaticana. Documenti e segreti”, San Paolo Edizioni, Alba, 2012