Generalità
••• Bologna 27 settembre 1878 † 24 gennaio 1967.
••• Intellettuale e uomo politico italiano, dopo la laurea in Giurisprudenza come giornalista collaborò al “Resto del Carlino” e al “Giornale d’Italia”, nel 1910 fu, assieme a Enrico Corradini, uno dei promotori dell’Associazione nazionalistica italiana e nel 1911 de “L’Idea Nazionale”, giornale del quale divenne pochi anni dopo il direttore.
••• Deputato del Partito Nazionalista dal 1913, Federzoni fu uno dei più convinti propugnatori dell’entrata in guerra dell’Italia nella Prima guerra mondiale, durante la quale si mise in luce per il coraggio e l’audacia.
••• Dopo la fine della Grande Guerra, il Federzoni si adoperò con entusiasmo per la fusione tra nazionalisti e fascisti, cosa che in effetti accadde nel 1923; da quel momento, su posizioni relativamente più moderate, Federzoni ricoprì nel corso degli anni diversi incarichi ministeriali (Ministro delle Colonie, Ministro dell’Interno), istituzionali (Presidente del Senato del Regno), intellettuali e culturali (Presidente dell’Accademia d’Italia, dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana).
••• Membro del Gran Consiglio del Fascismo fin dal 1923, Federzoni aderì il 24-25 luglio 1943 al celeberrimo Ordine del giorno Grandi, per il quale venne condannato a morte in contumacia dal Tribunale fascista di Verona. Dopo la liberazione e la fine della Seconda guerra mondiale, Federzoni fu condannato all’ergastolo dall’Alta Corte di Giustizia nel 1945; fuggito in Portogallo, governato allora dal dittatore fascista Antonio de Oliveira Salazar, finì per essere amnistiato dalle nuove autorità italiane nel 1947, facendo ritorno nel nostro Paese all’inizio degli anni ’50.
Bibliografia
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli Edizioni, Bologna, 2000