Generalità
••• Locuzione latina che, significante letteralmente “Dio ozioso”, viene utilizzata nella filosofia e nell’antropologia delle religioni per indicare l’essere supremo che, una volta posta in essere l’opera di creazione e di istituzione della realtà, avrebbe preferito ritirarsi, non partecipare e non intervenire nella vita del suo operato, delegando in tal modo il governo ad altri esseri spirituali e intermedi e richiudendosi nella sua perfezione.
Bibliografia
••• Angelo Brelich, “Introduzione alla storia delle religioni”, Edizioni dell’Ateneo, Roma, 2003