Generalità
••• Scaturito probabilmente dal pensiero del padre del diritto internazionale, e cioè Ugo Grozio – per il quale gli agenti diplomatici di un dato Stato avrebbero dovuto essere in una condizione di extraterritorium -, il concetto di extraterritorialità consiste in una “condizione di eccezione” al principio della territorialità della legge, secondo il quale la legge di uno Stato è sempre e comunque operante nell’ambito dei suoi confini, tranne che in quei luoghi o edifici o mezzi (aerei, imbarcazioni, vetture) che sono sottratti alla sua giurisdizione in forza di una norma del diritto internazionale ufficialmente riconosciuta. E pertanto, l’extraterritorialità si concreta in un’imposizione, a carico dello Stato ospitante la missione diplomatica, di esimersi dal porre in essere azioni e atti d’imperio (confische, inquisizioni) lesivi verso una sede diplomatica.
••• I casi di extraterritorialità sono oggi correlati a quella particolare situazione giuridica nota come “immunità”, volta a garantire ampia libertà e indipendenza ai diplomatici e concernente, tra gli altri:
••••• gli aggetti diplomatici, con loro famiglie e seguiti, nonché i locali d’abitazione e d’ufficio;
••••• le ambasciate, cioè le sedi delle rappresentanze diplomatiche;
••••• i capi di Stato soggiornanti all’estero;
••••• le forze armate ammesse a transitare o a soggiornare in uno Stato estero;
••••• i mezzi di trasporto militari;
••••• i consoli in paesi soggetti a capitolazioni o simili.
Bibliografia
••• Antonio Cassese, “Diritto internazionale”, Il Mulino Edizioni, Bologna, 2013