Generalità
••• Manchester 3 giugno 1804 † Londra 2 aprile 1865.
••• Di origine sociale modesta, Richard Cobden riuscì ad affermarsi nel commercio della lana, ma ben presto abbandonò gli affari a favore della carriera politica in qualità di economista. Eletto per due volte alla Camera dei Comuni col Partito Liberale (Whig), Cobden nei suoi scritti (“Inghilterra, Irlanda e America”, 1830; “Russia”, 1836) manifestò le sue critiche nei confronti della classe aristocratica, in quanto avida e gelosa custode dei propri privilegi, e soprattutto l’imperialismo britannico, relativamente però al metodo, dal momento che Cobden era, infatti, ben lungi dal voler rinunciare alla posizione predominante a quel tempo della Gran Bretagna, ma sosteneva un approccio più commerciale che militare. Diversamente detto, Cobden riteneva che le classi industriali dovessero operare in modo da influenzare i governi – e il mondo – mediante il libero mercato, unico modo per promuovere “una salutare propensione alla pace”. Per questo Cobden – ostile dell’intervento dello Stato nel campo dell’industria e del commercio, ma favorevole in quello educativo e scolastico – invitava il governo britannico ad abbassare radicalmente le imposte – da bilanciare attraverso la graduale riduzione della spesa bellica -, a rimuovere ogni provvedimento protezionistico e, in opposizione alla politica estera adottata dal Premier Henry John Temple, visconte di Palmerston, a stringere rapporti sempre più stretti con tutti gli altri paesi industrializzati, come la Francia1, per favorire – precorrendo i tempi – l’introduzione dell’arbitrato internazionale – volto a dirimere le controversie internazionali – e la riduzione degli armamenti. . . . e comunque Richard Cobden non era un pacifista visionario, non escludendo, infatti, l’uso delle armi qualora le circostanze lo avessero reso necessario, ma sosteneva, da caposcuola della cosiddetta “Scuola di Manchester” – o “manchesterismo -, che il libero commercio tra le nazioni, non aggravato da inutili dazi e gabelle, fosse in grado di scongiurarne l’eventualità.
Notes
••• 1. Per favorire il libero scambio internazionale nel 1860 fu sottoscritto tra la Gran Bretagna e la Francia il famoso Trattato Cobden-Chevalier, in base al quale venne introdotta la “clausola della nazione più favorita”, sulla base della quale, se un trattato avesse fatto calare la tariffa di un dato bene ad uno dei paesi aderenti, tale tariffa sarebbe stata immediatamente applicata anche all’altro paese.
Bibliografia
••• “Storia contemporanea”, Donzelli Editore, Roma, 1998
••• Kenneth Morgan, “Storia dell’Inghilterra”, Bompiani, Milano, 2001,
••• “Storia economica”, Edizioni Simone Editore, Napoli, 2004