Generalità
••• Altrimenti nota come la Pace del Re, la Pace di Altalcida fu un trattato di pace sottoscritto nel 386 a.C. fra spartani e persiani; il nome ufficiale del trattato si deve appunto ad Antalcida, diplomatico spartano che si recò a Susa – sede della residenza imperiale persiana – allo scopo di negoziare i termini di pace con il Re di Persia Antaserse II.
Premesse e conseguenze
••• La Pace di Antalcida venne stipulata in una delle fasi forse di maggior confusione e caos della storia antica greca e pose termine alla Guerra di Corinto – scoppiata nel 395 a.C. a causa del profondo malcontento dei greci nei confronti della supremazia di Sparta dopo la vittoria conseguita sulla rivale Atene nella Guerra del Pelopponeso (404 a.C.) – e più complessivamente alla contrapposizione tra Atene, Sparta e Persia. Ma andiamo con ordine.
••• Dopo un periodo di stallo, il teatro di guerra si spostò dal continente greco al Mar Egeo, soprattutto nel momento in cui la flotta ateniese guidata dal generale Trasibulo riuscì a porre sotto il controllo ateniese diverse città costiere, suscitando l’apprensione del regime persiano, preoccupato, infatti, che una nuova rinascita marittima e commerciale ateniese potesse essere fonte di danni all’economia persiana; per indurre Atene a porre fine alla guerra, Antaserse II, attraverso il satrapo della Lidia Tiribazo, intavolò dei negoziati con Antalcida, il quale diresse la flotta spartana al suo comando in direzione Ellesponto (Stretto dei Dardanelli) con l’obiettivo di controllare la rotta mercantile per mezzo della quale Atene riceveva rifornimenti alimentari, anzitutto il grano, costringendola così a negoziare la pace.
••• La Pace di Antalcida è stata probabilmente il primo esempio di “pace comune”, dato che prevedeva per Sparta la rinuncia alla difesa delle colonie greche in Asia minore che così passano di fatto sotto influenza persiana, mentre ad Atene è concesso di mantenere i territori occupati nel corso della guerra, dalla quale il mondo greco ne esce sostanzialmente indebolito e senza nessun vincitore proclamato e manifesto. In effetti, se all’apparenza la pace appare come un giusto compromesso tra diverse potenze in gioco, in realtà sancisce la vittoria piena della monarchia persiana, alla quale viene riconosciuto ogni diritto sulle colonie greche situate lungo la fascia costiera dell’Asia minore; un risultato positivo al quale la Persia, tra l’altro, giunge non tanto per la sua forza economica o militare, quanto per la storica rivalità greca e per l’attitudine di buona parte delle poleis greche di stringere alleanza a turno con la Persia pur di consolidare momentaneamente la propria posizione strategica sullo scacchiere ellenico.
Bibliografia
••• Hermann Bengston, “Storia greca”, Il Mulino Editore, Bologna, 1985
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli Editore, Bologna, 2000
••• Detlef Lotze, “Storia greca. Dalle origini all’età ellenistica”, Il Mulino Editore, Bologna, 2010