Generalità
••• Nome dato da Re di Spagna Filippo II alla flotta di 128 navi – con 30000 uomini a bordo – partita da Lisbona il 30 maggio del 1588 e che al comando di don Alfonso Perez de Guzman, duca di Medina Sidonia, avrebbe dovuto invadere la nemica Inghilterra, per rendere possibile l’approdo del corpo di spedizione che il governatore dei Paesi Bassi e duca di Parma, l’italiano Alessandro Farnese, aveva allestito allo stesso scopo.
••• Ufficialmente il piano di occupazione dell’Inghilterra era motivato dalla condanna a morte dell’ex Regina di Scozia Maria Stuart (cattolica) da parte della Regina d’Inghilterra Elisabetta I (protestante), ma in realtà la Spagna – a quel tempo la più grande potenza militare europea – non poteva più sopportare la concorrenza commerciale della marina inglese e ancor meno l’appoggio incondizionato che l’Inghilterra dava alla confessione protestante in tutta Europa e in particolare nei Paesi Bassi, allora possedimento spagnolo. Il conflitto fu pertanto inevitabile e di portata effettivamente storica, dal momento che la disfatta spagnola dette il via al lento ma inesorabile declino politico e commerciale spagnolo. Già in partenza la supremazia inglese, nonostante le apparenze, apparve tecnicamente e tatticamente indiscutibile: in effetti, la flotta capitanata dal lord Charles Howard of Effingham e dal bucaniere Francis Drake, pur essendo sicuramente inferiore in termini numerici (34 navi reali, 163 mercantili armati) era moderna, cioè composta da velieri agili, facilmente manovrabili e provvisti di artiglieria a lunga gittata; l’opposto di quella spagnola, essendo quest’ultima una flotta a remi, di grossi galeoni e che necessitava di accostarsi alle navi avversarie per poter lanciare la fanteria all’abbordaggio. Inoltre, come se non bastasse, la sfortuna e le avverse condizioni climatiche si accanirono ben presto contro gli spagnoli: appena partita da Lisbona, infatti, l’Invencible Armada si vide costretta da una tempesta a far ritorno in Spagna, nel porto di La Coruna.
••• In vista delle isole britanniche si ebbero i primi scontri tra il luglio e l’agosto del 1588 e, come già previsto, gli inglesi si tennero fuori portata, cannoneggiando gli spagnoli da lontano e costringendo il 6 agosto la sparpagliata flotta spagnola a riparare presso l’insenatura di Calais, in attesa che Alessandro Farnese completasse di allestire il suo corpo di spedizione armato. Ma non si ebbe il tempo, poiché nella notte del 7 agosto Drake fece arrivare nell’ansa di Calais una decina di barche incendiarie, scatenando così il panico in campo spagnolo. A questo punto il comandante Medina-Sidonia decise di levare l’ancora e di affrontare in alto mare gli inglesi, i quali imperterriti continuarono con la loro solita tattica, semplice ma estremamente efficace, mentre le tempeste del Mare del nord resero ancor più complicata la vita alla flotta spagnola, che, ridotta a poco più di 60 navi e con oltre 15000 caduti, fece mestamente e confusamente ritorno in patria alla fine di settembre, con l’intima sensazione che l’età dell’oro della Spagna marittima e commerciale era ormai qualcosa che apparteneva al passato.
Bibliografia
••• Kenneth Morgan, “Storia dell’Inghilterra”, Bompiani, Milano, 2001,
••• Antonio Martelli, “La disfatta dell’Invincibile Armada”, Il Mulino Editore, Bologna, 2012