Generalità
••• Forma di contratto agrario d’associazione per mezzo del quale il proprietario del terreno (“concedente”) – al quale spetta la gestione dell’azienda agricola – e il coltivatore (“mezzadro”) si dividono – solitamente a metà – i prodotti e gli utili del podere.
••• La mezzadria si diffuse nel Basso Medioevo, cioè a partire dall’anno Mille, parallelamente allo sviluppo delle autonomie comunali, al progressivo affrancamento dei servi della gleba e soprattutto ai primi investimenti fondiari da parte della nascente borghesia mercantile urbana, trovando notevole diffusione anche in età moderna, quando, tuttavia, la maggiore manovalanza disponibile al tempo – causata dall’incremento demografico – costrinse le famiglie mezzadrili ad incrementare le prestazioni lavorative e ad accettare una quota minore del bene prodotto, solitamente insufficiente a garantire il fabbisogno alimentare delle stesse famiglie mezzadrili e da qui l’inevitabile indebitamento che le trasformò – innanzitutto nell’Italia centromeridionale – in una povera manodopera salariata, impedendo, inoltre, il formarsi di un capitalismo agrario, dato che gli accresciuti gravami dei mezzadri consentirono ai proprietari terrieri di aumentare le proprie rendite senza investire grosse somme di denaro. Proprio per questo la mezzadria fu al centro di un’aspra polemica tra i patrocinatori – in quanto vi percepivano uno strumento di sviluppo e di evoluzione imprenditoriale delle classi contadine – e gli oppositori – i quali, viceversa, individuavano in essa un anacronistico residuo medievale che avrebbe perpetuato l’opera di vessazione e speculazione dei ceti padronali e latifondisti, impedendo – e comunque ritardando notevolmente nel tempo – il progresso sociale e agricolo, come in Italia1.
Notes
••• 1. In Italia la mezzadria viene regolata dagli artt. 2141 e ss del Codice civile; in particolare, la L. 15 settembre 1964, n. 756, ha proibito la stesura di nuovi contratti di mezzadria agraria e la L. 3 maggio 1982, n. 203, all’art. 27, ha disposto che tutti i contratti agrari aventi ancora per oggetto la mezzadria – e più in generale la concessione di fondi rustici – fossero sostituiti dall’affitto in denaro.
Bibliografia
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli Editore, Bologna, 2000