Generalità
••• Documento normativo emanato nel piccolo comune del nord della Francia il 14 giugno 877 dall’Imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo II detto il Calvo, che rese ufficiale una pratica già in uso da diverso tempo, vale a dire l’ereditarietà dei feudi più grandi, il che consentiva da una parte ai figli di non restare privi alla morte del padre dei beni immobili e dei diritti strettamente connessi alla concessione del beneficio terriero e dall’altra al sovrano di avere sotto la sua egida un numero maggiore di grandi feudatari, fedeli e leali, al proprio servizio.
••• Incoronato Imperatore a Roma il 29 dicembre 875 dal Pontefice Giovanni VIII, due anni dopo Carlo II il Calvo si vide costretto a ridiscendere in Italia su diretta richiesta del Pontefice, minacciato non soltanto dai saraceni e dai duchi longobardi di Spoleto ma anche, e soprattutto, da una corrente antipapale che nel frattempo si era costituita a Roma. Pertanto, l’Imperatore, in procinto di partire per l’Italia, si fece carico di convocare una riunione dei grandi feudatari per dibattere e risolvere i problemi amministrativi dell’Impero durante la sua forzata assenza, in quanto poco convinto delle capacità di suo figlio Ludovico, al quale sarebbe stata assegnata la reggenza, così come della fedeltà dei maggiori feudatari al debole figlio reggente; e così, per assicurarsi la lealtà dei conti e dei duchi e di conseguenza la loro fedeltà a Ludovico, Carlo II il Calvo, venendo incontro alle richieste dei maggiori feudatari e prevenendo i sempre possibili disordini politici, dispose che venisse formalmente stabilita la successione ereditaria dei feudi e dei benefici.
Bibliografia
••• Marc Bloch, “La società feudale”, Einaudi Editore, Torino, 1987
••• Massimo Montanari, “Storia medievale”, Laterza Editore, Bari, 2006
••• Antonio Padoa Schioppa, “Storia del diritto in Europa. Dal Medioevo all’età contemporanea”, Il Mulino Editore, Bologna, 2007