Generalità
•• Nota altresì come “Donazione di Pipino” o “Donazione di Quierzy”, per “Promissio Carisiaca” si intende un patto stretto nel 754 tra il Pontefice Stefano II e il Re franco Pipino III il Breve, sulla base del quale il secondo, in cambio di una nuova e rinnovata legittimazione pontificia della sua casata, si impegnava a scendere in armi in Italia contro il sovrano longobardo Astolfo, che qualche anno prima era riuscito a strappare all’Impero bizantino alcuni territori, tra cui l’Esarcato di Ravenna; in caso di successo, come in realtà accadde, Pipino III il Breve avrebbe consegnato alla Chiesa, invece che al sovrano bizantino che li rivendicava con forza, l’Esarcato di Ravenna, l’Istria, l’Emilia, la Toscana, la Corsica e altri ducati minori, e nondimeno la promessa fatta dal sovrano franco al pontefice ebbe una sua limitata attuazione, nel senso che, in seguito alla sconfitta del sovrano longobardo, furono consegnate nel 756 al pontefice solamente una parte delle terre promesse.
••• L’importanza dell’accordo firmato presso il comune francese situato nella Piccardia è nota, poiché contribuì non poco a dare un fondamento giuridico alle pretese temporali della Chiesa, riconfermando, per di più, il contenuto della cosiddetta “Donazione di Sutri” avvenuta nel 728, cioè la cessione territoriale eseguita dal Re dei longobardi, Liutprando, al Pontefice Gregorio II che aveva aperto in pratica la strada alla costituzione del futuro Stato pontificio.
Bibliografia
••• “Storia medievale”, Donzelli, Roma, 1998
••• Ernesto Buonaiuti, “Storia del cristianesimo”, Newton & Compton, Roma, 2002
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007