Generalità
••• Nota anche come “Edictum de beneficiis regni Italici”, la “Constitutio de feudis” è un editto emanato da Carlo II il Salico, Imperatore del Sacro Romano Impero, il 28 maggio 1037 a Milano volto a smorzare le proteste dei feudatari minori che nel frattempo si erano ribellati contro l’arcivescovo di Milano, da tempo alleato dei grandi feudatari laici e ecclesiastici e a regolare l’ereditarietà dei feudi minori a quasi un secolo e mezzo di distanza di un altro celebre editto, il “Capitolare di Quierzy” emanato nell’877 da Carlo II il Calvo, in base al quale venne disposto il passaggio per via ereditaria dei feudi maggiori.
••• La “Constitutio de feudis”, quindi, estendendo ai vassalli di rango inferiore i benefici di cui già da molto tempo usufruivano i maggiori feudatari, parificava le gerarchie sociali feudali, poiché ad esempio da questo momento i vassalli minori potevano essere giudicati da loro pari e soprattutto trasmettere i loro diritti di feudo ai propri figli, anche in caso di donne e minori, contribuendo, oltre a tutto, a quel processo di scomposizione del sistema feudale che oramai sembrava inarrestabile, in particolare nelle zone – come dell’Italia centrale e settentrionale o della Germania affacciata sul Mar Baltico – dove era più dinamico e vivace il risveglio civile e commerciale delle città.
Bibliografia
••• Marc Bloch, “La società feudale”, Einaudi, Torino, 1987
••• “Storia medievale”, Donzelli, Roma, 1998
••• Antonio Padoa Schioppa, “Storia del diritto in Europa. Dal Medioevo all’età contemporanea”, Il Mulino, Bologna, 2007