Generalità
••• In epoca medievale con il termine regalie si intendevano le insegne reali (corona, scettro) e soprattutto gli “iura regalia”, cioè i diritti e le prerogative proprie dell’imperatore o del re, nonché i diritti e i beni ecclesiastici attribuiti per concessione sovrana ai vescovi a seguito del Concordato di Worms (1122).
••• In particolare, le regalie furono al centro della contrapposizione tra i comuni italiani e Federico I Barbarossa, Re di Germania e Imperatore del Sacro Romano Impero, che nel 1158, durante la Dieta di Roncaglia, si attribuì, mediante l’editto imperiale “Constitutio de regalibus”, tutte, o quasi, le prerogative oggetto di contrasto con i comuni italiani, e cioè il potere di:
••••• controllare le vie di comunicazione e di transito, con i conseguenti diritti di passaggio e di dogana;
••••• nominare i magistrati;
••••• imporre contributi fiscali sui mercati, sulle saline, sulle miniere e sui porti;
••••• chiamare alle armi;
••••• battere moneta;
••••• acquisire i beni degli esuli e dei colpevoli di lesa maestà.
••• L’ostilità fra Federico I Barbarossa e i comuni perdurò fino alla Pace di Costanza (1183), allorquando una gran parte di quelle prerogative venne riconosciuta ai comuni.
••• In epoca moderna, invece, con termine si venne ad indicare il diritto regio di prescrivere e percepire gli utili derivanti dalle sedi episcopali vacanti e di nominarne i beneficiari.
Bibliografia
••• “Storia medievale”, Donzelli, Romna, 1998
••• Antonio Padoa Schioppa, “Storia del diritto in Europa. Dal Medioevo all’età contemporanea”, Il Mulino, Bologna, 2007