Generalità
••• Accordo stipulato presso la città tedesca il 25 giugno 1183 in base al quale l’Imperatore del Sacro Romano Impero, Federico I Barbarossa, riconosceva ai rappresentanti delle 17 città che costituivano la Lega lombarda numerose prerogative sul piano politico e amministrativo, così come si asteneva dal nominare il podestà, riconoscendo la piena legittimità dei consoli nominati dai comuni, i quali, tuttavia, dovevano prestare giuramento di dedizione all’imperatore e ricevere da lui il mandato; in cambio, Federico I Barbarossa avrebbe ricevuto una indennità a intervalli regolari, il corrispettivo del fodro – cioè il foraggio per i cavalli, quando questi fosse sceso nel nostro paese – e conservato il diritto di giudicare in appello su tutte le cause considerate rilevanti.
••• In sostanza, si trattava di un compromesso denso di conseguenze, dato che da un lato poneva fine alla pretesa di dominio assoluto avanzata fino ad allora da Federico I Barbarossa e dall’altra assicurava ai comuni una larghissima autonomia; in effetti, la Pace di Costanza è presumibilmente l’unico provvedimento imperiale – e come tale vera e propria fonte di diritto – di legittimazione dei diritti delle città italiane, tanto da essere rievocata e commemorata anche nei secoli a seguire come una sorta di magna charta delle libertà comunali e cittadine.
Bibliografia
••• “Storia medievale”, Donzelli Editore, Roma, 1998
••• Antonio Padoa Schioppa, “Storia del diritto in Europa. Dal Medioevo all’età contemporanea”, Il Mulino Editore, Bologna, 2007