Generalità
••• Con il termine regalismo si designa in ambito storiografico una forma di giurisdizionalismo, ovvero un insieme di dottrine che sostengono il diritto-dovere per un sovrano, come nel caso del giuseppinismo austriaco, di intervenire giuridicamente negli atti di natura ecclesiastica.
••• Antesignano di questa nuova politica ecclesiastica fu Filippo IV di Francia (1285 – 1314), grazie anche, e soprattutto, all’opera di due giureconsulti, Pietro Dubois e Guglielmo di Nogaret, patrocinatori a quel tempo di una dottrina giuridica incentrata sul principio comunemente noto del “Rex superiorem non recognoscit et imperator est rex in territorio suo”, in base al quale si contestavano i diritti di alcune istituzioni (Impero, Papato) riconosciute come universali. Proprio in virtù di questo principio Filippo IV – intento in un’opera incessante di stabilizzazione e modernizzazione della monarchia – poté operare contro il Pontefice del tempo, Bonifacio VIII, disporre una tassa sul clero nazionale, dichiararsi come “unico vicario di Cristo in Francia” e sciogliere l’ordine templare (1312), incamerandone beni e proprietà. . . . e praticamente a nulla valse la reazione sdegnata della Chiesa romana, con le sue le bolle e scomuniche.
••• Il giurisdizionalismo di Filippo IV e la lotta contro le immunità e i privilegi ecclesiastici trovarono ben presto man forte in Marsilio da Padova, verosimilmente uno dei primi pensatori a teorizzare la divisione tra potere politico e potere religioso, la creazione di uno Stato laico e il venir meno dell’ideale medievale teocratico, in quanto il fine ultimo del diritto e della legge, riprendendo alcune tesi già avanzate da Aristotele, è il popolo e non la comunità di fedeli1. Pertanto, non è certamente una forzatura porre il regalismo come uno dei presupposti chiave per il sorgere in età moderna europea dei concetti di politica, di Stato e di costituzionalismo, per il definitivo venir meno della “plenitudo potestatis”, ovverosia della pretesa teocratica, propriamente medievale, per la quale un pontefice, in quanto vicario di Cristo in terra, può pienamente esercitare un’autorità su qualsiasi altro potere, non solo all’interno della Chiesa, ma anche nei confronti di quei poteri temporali esercitati da sovrani, capi politici. . . .
Notes
••• 1. Dal “Defensor pacis” di Marsilio da Padova: “Diciamo dunque, d’accordo con la verità e l’opinione di Aristotele, nella “Politica”, libro III capitolo VI, che il legislatore o la causa prima ed efficiente della legge è il popolo o la sua parte prevalente, mediante la sua elezione o volontà espressa con le parole nell’assemblea generale dei cittadini, che comanda che qualcosa sia fatto o non fatto nei riguardi degli atti civili umani sotto la minaccia di una pena o punizione temporale.”
Bibliografia
••• Marsilio da Padova, “Defensor pacis”, Rizzoli, Milano, 2011
••• Franco Cardini, Marina Monesano, “Storia medievale”, Le Monnier, Firenze, 2006