Generalità
••• Acronimo di Corpo Volontari della Libertà, ovverosia la prima struttura militare unitaria delle forze partigiane italiane ufficialmente riconosciuta nel 1944 dalle forze anglo-americane, così come dal II Governo Badoglio.
••• Subito dopo l’armistizio, reso noto l’8 settembre del 1943, tra il Regno d’Italia e gli Alleati, un insieme, piuttosto variegato (politicamente), di formazioni partigiane irregolari compresero la necessità di dotarsi di un organismo unitario per combattere al meglio le forze fasciste che nel frattempo, con l’ausilio dei nazisti, avevano dato vita nel nord alla RSI (Repubblica di Salò). Cosicché il 9 giugno 1944 il Corpo Volontari della Libertà venne istituito a Milano e riconosciuto il 7 settembre 1944 come risultato di un accordo (“Protocolli di Roma”) intercorso tra Alleati e CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia); da quel momento, il CVL venne sottoposto ad un comando militare supremo presieduto dal generale Raffaele Cadorna, gradito agli inglesi e agli americani, coadiuvato dai vice-comandanti Luigi Longo (Partito Comunista Italiano) e Ferruccio Parri (Partito d’Azione) e, in alcune brevi fasi, Enrico Mattei (Democrazia Cristiana), Sandro Pertini (Partito Socialista Italiano) e Mario Argenton (Partito Liberale Italiano), svolgendo un’opera di coordinamento delle fasi che precedettero l’ordine di insurrezione popolare che condusse alla liberazione delle maggiori città settentrionali italiane.
••• Una volta conclusa la guerra, come da accordi precedentemente stabiliti, il CVL procedette alla restituzione di tutte le armi e munizioni, sciogliendosi in quanto organizzazione armata e conferendo ogni potere agli anglo-americani e al legittimo governo italiano.
••• Successivamente, il CVL fu riconosciuto dallo Stato italiano (Legge 21 marzo 1958, n. 285) come un corpo militare a tutti gli effetti, cioè regolarmente inserito nelle nostre Forze Armate.
Bibliografia
••• Roberto Battaglia, “Storia della Resistenza italiana”, Einaudi, Torino, 1964
••• Giorgio Bocca, “Storia dell’Italia partigiana”, Laterza, Bari, 1967