Introduzione
••• Parola russa che vuol dire letteralmente “devastazione” e con la quale vengono designate le insurrezioni popolari antisemite e soprattutto i conseguenti massacri e saccheggi a danno delle comunità ebree perpetrate in gran parte dell’Europa orientale, e principalmente in Russia al tempo degli zar tra il XIX e il XX secolo, dalle masse popolari, nel disinteresse o addirittura con la complicità delle autorità pubbliche, che assistevano quasi sempre senza batter ciglio agli assassini, alle violenze alle persone e alle distruzioni di case e beni di proprietà ebraica.
Dall’antichità all’età contemporanea
••• È opportuno mettere in risalto, tuttavia, che episodi di violenza, danno materiale e crimine nei confronti della popolazione ebraica ve ne sono stati finanche in altre epoche della storia. In tal senso, per esempio, il primo pogrom di cui abbiamo conoscenza è quello posto in essere nel 38 a.C. ad Alessandria d’Egitto, così come, e soprattutto, diversi avvenimenti riconducibili al concetto di pogrom sono riscontrabili in età medievale, allorquando per esempio gli ebrei furono accusati di essere “gli uccisori di Cristo” e sottoposti così ad una legislazione speciale al tempo dell’Imperatore Giustiniano I (527–565); o nei momenti di crisi economica e sociale segregati e mal tollerati in quanto solitamente dediti al commercio e talora all’usura; o esiliati, come nel 1290, nell’Inghilterra di Edoardo I, e nel 1492, nella Spagna di Ferdinando e Isabella; o, più complessivamente, sospettati delle peggiori ignominie, e cioè dell’aver avvelenato i pozzi causando la peste francese del 1321 e quella continentale del 1348-1350, o di aver commesso un omicidio rituale su un bambino cristiano trovato poi morto sul fiume Adige – e da qui probabilmente l’unico pogrom verificatosi in Italia, cioè quello di Trento del 1475, e fomentato dal francescano Bernardino da Feltre -, o di aver svenduto e rinnegato la loro confessione, come nel caso dei marrani spagnoli, per evitare la morte e così via.
••• Ciò nondimeno, soltanto a partire dalla seconda metà del XIX secolo il mondo ha assistito ad una opera di violenza sistematica e organizzata contro gli ebrei e, più complessivamente, contro una qualsiasi forma di minoranza, etnica, culturale o religiosa che fosse. In particolare, forme organizzate di pogrom – determinate il più delle volte da esplosioni di rabbia immotivate o comunque procurate da fatti del tutto marginali – nel corso dell’età contemporanea vennero portati a termine dal 1881 in Russia, come conseguenza dell’assassinio dello zar Alessandro II, per proseguire all’inizio del XX secolo, e precisamente nel 1903, sempre a danno degli ebrei residenti a Chisinau (Moldavia) e ancor più dopo il fallimento della Rivoluzione russa del 1905, allorquando vennero messi a fuoco e saccheggiati oltre cinquecento fra villaggi e piccole città. Benché tali spedizioni punitive fossero state accreditate come il prodotto di reazioni spontanee della popolazione locale nei confronti delle tradizioni religiose ebraiche, appare oramai certo che esse furono appositamente preparate e ordinate dal governo zarista al fine di incanalare verso l’avversione religiosa e il risentimento etnico il profondo malcontento latente da tempo espresso da milioni di contadini e salariati sottoposti a durissime condizioni di vita e lavoro.
••• Ulteriori episodi di “devastazione” di cui abbiamo riscontro sicuro sono quelli susseguenti alla Rivoluzione russa bolscevica del 1917, quando, specie in Ucraina, i capi dell’Armata Rossa si resero protagonisti di numerosi eccidi, riconducibili direttamente al fenomeno dei pogrom, che provocarono alcune centinaia di migliaia di vittime e forse più noti ancora sono i pogrom attuati metodicamente dall’Impero ottomano contro gli armeni, nel 1895-1896 e nel 1915-1923, tant’è che si parla comunemente legittimamente di genocidio armeno, e dai nazisti prima e durante la Seconda guerra mondiale, anzitutto in Romania1 e Polonia2, e anche dopo ai danni dei sopravissuti della Shoah o di minoranze cristiane in terra islamica3 e perfino in Europa4.
Notes
••• 1. Iasi, piccola località romena, al centro verosimilmente di uno dei più efferati pogrom contro la comunità ebraica tra il 28 e il 29 giugno del 1941, quando, su ordine del dittatore e complice dei nazisti, il conducator Ion Antunescu, il colonnello Constantin Lupu pose in atto una ignominiosa pulizia etnica che portò alla brutale esecuzione di almeno 13266 ebrei – in quanto sospettati di collateralismo con il nemico -, come successivamente dimostrato dal rapporto stilato dalla Commissione Internazionale dell’olocausto in Romania e confermato dallo stesso governo romeno: “Coloro che parteciparono alla caccia all’uomo scatenata nella notte tra il 28 e il 29 giugno 1941 furono innanzitutto i poliziotti di Iasi, sostenuti dalla polizia di Bessarabia e da unità della gendarmeria. Altri partecipanti furono soldati, giovani armati da agenti dell’SSI (Secret Intelligence Service), e una folla tumultuosa che rubò e uccise conscia di non dover rispondere delle proprie azioni. . . .Oltre fornire informazioni sugli ebrei, guidando i soldati verso le case e i rifugi degli ebrei, e spesso effettuando loro stessi irruzione, alcuni rumeni residenti a Iasi presero parte agli arresti e alle umiliazioni nei confronti di convogli ebrei diretti verso Chestura. Coloro che perpetrarono tali crimini includevano vicini degli ebrei, appartenenti a movimenti antisemiti conosciuti e meno conosciuti, studenti, indigenti, ufficiali, ferrovieri, artigiani frustrati dalla concorrenza ebraica, impiegati, pensionati e veterani.”
••• 2. Jedwabne, cittadina polacca, conosciuta nel mondo per il pogrom scatenato nei confronti della comunità ebraica residente in zona il 10 luglio 1941 durante la Seconda guerra mondiale. Per molto tempo si è ritenuto che fossero stati i nazisti a commettere l’eccidio di Jedwabne, oggigiorno, invece, sulla base delle testimonianze dei pochi ebrei sopravissuti si è preso atto che il pogrom sia stato eseguito dalla popolazione non ebrea della zona, seppur fomentata dalle truppe di occupazione nazista. Premesso che già all’inizio della guerra oltre 250000 ebrei furono vittime di pogrom operati dagli stessi compatrioti polacchi nell’indifferenza generale, nel pogrom di Jedwabne perirono alcune centinaia di ebrei, prima percossi e poi trucidati e messi in fosse comune o arsi vivi.
••• E sempre in Polonia, e precisamente nella città di Leopoli, tra il giugno e il luglio del 1941, furono portati a termine alcuni pogrom, organizzati dalle milizie naziste appena entrate in città e coadiuvate da alcuni collaborazionisti polacchi civili, nel corso dei quali trovarono la morte migliaia e migliaia di persone, mentre gli altri, i sopravissuti – e tra questi ultimi quello che diventerà il più noto cacciatore di nazisti al mondo (Simon Wiesenthal) -, in gran parte deportati verso i campi di concentramento e di sterminio.
••• 3. Istanbul fu luogo il 6-7 settembre 1955 di una razzia pianificata dal Partito Democratico, a quel tempo al governo, e dal partito “Cipro è turco”, diretta a colpire gli interessi economici della minoranza greca residente nella capitale turca e alla quale le autorità turche assistettero nella più completa noncuranza. Il pogrom fu innescato dalla notizia, falsa e presumibilmente sparsa ad arte, che la casa natale del padre della Turchia moderna (Mustafa Kemal Ataturk), nato però nella città greca di Salonicco, fosse stata oggetto di un’esplosione e da qui l’assalto alla comunità greca che determinò, oltre alla distruzione di migliaia di beni di proprietà greca, la morte di una quindidecina di persone, la violenza di molte donne greche e la circoncisione di un numero non precisato di maschi greci.
••• 4. Kielce, città polacca sede di un pogrom sorto a seguito di una voce (senza fondamento) secondo la quale gli ebrei della città si erano resi protagonisti del rapimento di un bambino per usarne il sangue; oltre quaranta ebrei polacchi – e anche in questo caso nel disinteresse delle forze dell’ordine e delle autorità istituzionali – furono prima malmenati e poi assassinati. Pur non essendo certamente il pogrom più drammaticamente importante della storia, è forse, sotto certi aspetti, uno dei più significativi, dato che fu perpetrato poco più di un anno dopo dalla fine della Seconda guerra mondiale e dunque del programma scientificamente pianificato dal Terzo Reich tedesco diretto allo sterminio della popolazione ebraica noto malauguratamente come “soluzione finale”.
Bibliografia
••• Leon Poliakov, “Storia dell’antisemitismo”, La Nuova Italia, Firenze, 1974-1990
••• Anna Foa, “Ebrei in Europa. Dalla peste nera all’emancipazione. XIV-XVIII secolo”, Editori Laterza, Bari, 1992
••• Jan Tadeusz Gross, “I carnefici della porta accanto. 1941: il massacro della comunità ebraica di Jedwabne in Polonia”, Mondadori, Milano, 2002
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007