Introduzione
••• Per “Quattordici punti” si intende il programma di politica estera enunciato l’8 gennaio 1918 dal Presidente Thomas Woodrow Wilson davanti al Senato degli Stati Uniti, in cui si fissavano le condizioni che la nuova superpotenza mondiale riteneva irrinunciabili per poter assicurare, ancora nel pieno della Prima guerra mondiale, una pace giusta e di lunga durata, ovverosia una “pace senza vincitori”, dato che una pace imposta con la prepotenza tipica dei trionfatori avrebbe contenuto in sé i presupposti di un nuovo conflitto. Una concezione ribadita quindi e ufficialmente nell’anzidetto programma che conteneva alcuni principi base, tra i quali:
••••• diplomazia aperta, nel senso che i trattati dovevano essere palesi e liberamente stipulati;
••••• libertà dei mari;
••••• abolizione del protezionismo e delle barriere commerciali tra le nazioni;
••••• riduzione complessiva degli armamenti;
••••• autodeterminazione dei popoli;
••••• neutralismo nelle controversie coloniali, così come nelle questioni di politica interna;
••••• costituzione di un organismo sovranazionale (Società delle Nazioni) in grado di risolvere per via diplomatica le eventuali nuove contrapposizioni internazionali.
••• Come noto, questi principi vennero accettati con reticenza dalle potenze europee vincitrici  (Gran Bretagna, Francia, Italia) il 14 novembre 1918, e così alla fine, nonostante l’accettazione della Società delle Nazioni quale parte integrante e fondamentale dei trattati di pace sottoscritti il 10 settembre del 1919 a Parigi (Trattato di Saint-Germain-en-Laye), praticamente inapplicati, per l’opposizione soprattutto della Francia, ansiosa di ottenere una rivincita militare e politica nei confronti della Germania guglielmina, dalla quale era stata severamente umiliata nel corso della Guerra franco-prussiana (19 luglio 1870 – 10 maggio 1871), di rafforzare la sua influenza nel Vecchio Continente, così come nelle colonie, e di mantenere i vinti nell’impotenza.
Discorso dell’8 gennaio 1918
••• “Siamo entrati in guerra a causa delle violazioni al diritto che ci riguardano direttamente e rendono impossibile la vita del nostro popolo a meno che non siano riparate e che il mondo sia assicurato per sempre che non si ripeteranno. Pertanto, in questa guerra, non domandiamo nulla per tutti noi, ma il mondo deve esser reso adatto a viverci; e in particolare deve essere reso sicuro per ogni nazione pacifica che, come la nostra, desidera vivere la propria vita, decidere liberamente le sue istituzioni politiche, essere assicurata della giustizia e correttezza da parte degli altri popoli del mondo, come pure deve essere assicurata contro la forza e l’aggressione egoistica. Per la verità, tutti i popoli del mondo hanno lo stesso nostro interesse, e per conto nostro vediamo distintamente che, a meno che non sia fatta giustizia agli altri, non sarà fatta a noi. Perciò il programma della pace del mondo è il nostro stesso programma; e questo programma, il solo possibile, secondo noi, è il seguente:
••••1. Pubblici trattati di pace, stabiliti in pubblico e dopo i quali non vi siano più intese internazionali particolari di alcun genere, ma solamente una diplomazia che proceda sempre francamente e pubblicamente.
••••2. Assoluta libertà di navigazione per mare, ma al di fuori dalle acque territoriali, in pace così come in guerra, eccetto i casi nei quali i mari saranno chiusi totalmente oppure in parte a seguito di un’azione internazionale diretta ad imporre il rispetto dei trattati internazionali.
••••3. Cancellazione, per quanto è possibile, delle barriere economiche e parità di trattamento in materia commerciale per tutti i paesi che permettano la pace e si associno per mantenerla.
••••4. Efficaci garanzie reciproche che gli apparati bellici dei singoli Stati saranno ridotti, compatibilmente con la sicurezza interna.
••••5. Regolamento liberamente e imparzialmente dibattuto circa le rivendicazioni coloniali, incentrato sulla stretta osservanza del principio che nel risolvere il problema della sovranità gli interessi dei popoli in causa abbiano la stessa forza delle ragionevoli richieste dei governi, i cui titoli debbono essere stabiliti.
••••6. Evacuazione di tutti i territori russi e regolamentazione di tutte le questioni concernenti la Russia senza intoppi e senza imbarazzo per la determinazione indipendente del suo sviluppo politico e sociale e assicurarle amicizia e qualsiasi forma di governo che essa abbia stabilito. Il trattamento accordato alla Russia dalle nazioni sorelle nel corso dei prossimi mesi sarà anche la pietra di paragone della buona volontà, della comprensione dei bisogni della Russia, astrazion fatta dai propri interessi, la prova della loro simpatia, intelligenza e generosità.
••••7. Il Belgio – e tutto il mondo sarà di un solo parere in merito – dovrà essere evacuato e ristrutturato, senza alcun tentativo per limitarne l’indipendenza nazionale di cui gode al pari delle altre nazioni.
••••8. Il territorio della Francia dovrà essere totalmente liberato e le parti invase ripristinate. Il torto fatto alla Francia dalla Prussia nel 1871, a proposito dell’Alsazia-Lorena, torto che ha compromesso la pace del mondo per quasi 50 anni, deve essere riparato affinché la pace possa essere assicurata nuovamente nell’interesse di tutti.
••••9. Una modifica dei confini italiani dovrà essere fatta secondo le linee di demarcazione chiaramente riconoscibili tra le nazionalità.
••••10. Ai popoli dell’Austria-Ungheria, cui desideriamo di assicurare un posto tra le nazioni, deve essere accordata la più ampia possibilità per il loro sviluppo autonomo.
••••11. La Romania, la Serbia e il Montenegro saranno evacuati; alla Serbia sarà poi accordato un libero e sicuro accesso al mare, le relazioni specifiche di alcuni Stati balcanici dovranno essere stabilite da un amichevole scambio di vedute, sempre tenendo conto delle somiglianze e delle differenze di nazionalità che la storia ha creato e dovranno essere fissate garanzie circa l’indipendenza politica e economica e l’integrità territoriale di alcuni Stati balcanici.
••••12. Alle regioni turche attualmente facenti parte dell’Impero ottomano dovrà assicurarsi una sovranità non contestata, ma alle altre nazionalità, che adesso sono sotto il giogo turco, dovranno essere garantite una assoluta sicurezza d’esistenza e la piena possibilità di uno sviluppo autonomo e senza ostacoli. I Dardanelli dovranno rimanere aperti al libero passaggio delle navi mercantili di tutte le nazioni sotto la protezione di garanzie internazionali.
••••13. Dovrà essere creato uno Stato indipendente polacco, che si estenderà sui territori popolati da popolazioni indiscutibilmente polacche; e gli dovrà essere assicurato un libero e indipendente accesso al mare, e la sua indipendenza politica e economica e la sua integrità dovranno essere garantite da trattati internazionali.
••••14. Dovrà essere creata un’associazione delle nazioni, in virtù di trattati formali, allo scopo di promuovere a tutti gli Stati, grandi e piccoli indistintamente, mutue garanzie d’indipendenza e d’integrità territoriale.”
Bibliografia
••• Allan Nevins, Henry Steele Commager, “Storia degli Stati Uniti”, Einaudi, Torino, 1960
••• Eric John Ernest Hobsbawm, “Il secolo breve”, Rizzoli, Milano, 2007
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007