Generalità
••• Termine russo con il quale, a cavallo tra la fine degli anni 50’ e l’inizio degli anni 60’, veniva indicato un fenomeno spontaneo e clandestino di diffusione di testi illegittimi e vietati, in quanto censurati dal regime comunista, e riprodotti in maniera assolutamente artigianale, ovverosia l’autore ricopiava un certo testo (politico, storico, letterario) ricevuto in più copie e si faceva partecipe, diffondendolo in segreto, di una specie di catena di sant’Antonio.
••• Fenomeno già manifestatosi nella Russia zarista, il “samizdat” durante quegli anni divenne qualcosa di imponente, perfino difficile da arrestare per le autorità sovietiche, contribuendo alla diffusione di idee altre e pertanto alla nascita di quel famoso dissenso politico e sociale, diretto da intellettuali del valore di Alexandr Solzenitsyn, Boris Pasternak e Alexandr Ginzburg, che, senza curarsi degli evidenti rischi, rivelò al mondo occidentale i crimini di Stalin, i gulag, le persecuzioni, le censure. . . . al punto che talora il fenomeno del samizdat viene identificato con esso.
••• Di fronte alla diffusione capillare di testi sgraditi, la reazione del regime sovietico fu netta, tanto che nello spazio di pochi anni il fenomeno venne progressivamente meno e gli autori sottoposti a processo, imprigionati, rinchiusi in ospedali psichiatrici e lager, uccisi e talvolta espulsi dal Paese, come nel caso di Alexandr Solzenitsyn.
Bibliografia
••• Alexandr Solzenitsyn, “Arcipelago Gulag”, Mondadori, Milano,1990
••• Alexandr Solzenitsyn, “Una giornata di Ivan Denisovic”, Einaudi, Torino, 1999
••• Victor Zaslavsky, “Storia del sistema sovietico”, Editore Carocci, Roma, 2001