Generalità
••• Alleanza stipulata il 22 maggio 1939 a Berlino presso la cancelleria del Reich tra i governi del Regno d’Italia e della Germania, rispettivamente dai ministri degli esteri Galeazzo Ciano e Joachim von Ribbentrop, quasi a mettere in risalto, soprattutto all’esterno, la forza del legame politico e militare tra i due paesi.
••• In sostanza, attraverso questo patto Benito Mussolini e Adolf Hitler stringevano un’alleanza che prevedeva nello specifico l’obbligo per entrambi di fornire un sostegno reciproco qualora si fossero verificate situazioni internazionali che ponevano a repentaglio gli interessi vitali, come nel caso dello scoppio di una nuova guerra mondiale, della quale peraltro si scorgevano sempre più le ombre; inoltre, il patto impegnava entrambi a consultarsi ciclicamente in merito alle questioni internazionali e in caso di conflitto bellico a non stipulare separatamente trattati di pace o di alleanze per una durata temporale di almeno dieci anni, e riconosceva all’Italia l’inviolabilità della linea di confine (valico del Brennero) tra i due paesi e pertanto l’esistenza di un determinato spazio vitale italiano che il dittatore tedesco si impegnava a non infrangere. La natura del patto – sia difensivo che offensivo -, il debordante squilibrio tecnico e militare e soprattutto la durata dell’alleanza comportarono inevitabilmente la fine dell’autonomia italiana1, e a nulla valse l’opposizione di alcuni esponenti del regime fascista italiano, compresa quella dello stesso Ciano e, pur in misura minore, di Mussolini, che, tra l’altro, già in più occasioni aveva manifestato al Fuhrer le sue perplessità circa la capacità bellica italiana, ribadita anche qualche mese dopo attraverso una missiva conosciuta come “Memoriale Cavallero”, dal nome dell’ufficiale italiano incaricato di consegnarla.
••• Malgrado i forti dubbi, Mussolini stipulò il patto nella convinzione che Hitler avrebbe aperto le ostilità nei confronti della Francia e della Gran Bretagna in un futuro non proprio prossimo, cosicché, allo scoppio del conflitto, ne chiese la sospensione e dichiarò la non belligeranza, benché temporanea, dato che il 10 giugno del 1940 dichiarò guerra a Francia e Gran Bretagna, in quanto persuaso (erroneamente) che, dopo la prima, sarebbe caduta anche la seconda.
Notes
••• 1. A dimostrazione della subordinazione italiana, solo un giorno dopo la stipula dell’accordo lo Stato maggiore tedesco pose all’ordine del giorno di un consiglio di guerra segreto il piano d’invasione e occupazione della Polonia – evento che si verificherà il 1° settembre del 1939 -, e dunque in violazione dell’obbligo di consultazione periodica contenuto nel patto.
Bibliografia
••• Giorgio Bocca, “Storia d’Italia nell’Italia fascista”, Laterza Editore, Bari, 1973
••• Indro Montanelli, Mario Cervi, “L’Italia del Novecento”, Rizzoli, Editore, Milano, 2000
••• Winston Churchill, “La Seconda guerra mondiale”, Rizzoli Editore, Milano, 2000