Generalità
••• Celeberrima locuzione latina che significa “Di chi è il potere, di lui sia la religione”, ovvero il principio sancito – dopo le guerre di religione successive alla Riforma protestante – dalla Pace di Augusta del 1555, sulla base del quale ai governanti del Sacro Romano Impero veniva accordato il diritto di scegliere e di praticare la confessione cattolica o quella luterana, sicché i sudditi si trovavano nella condizione obbligata di accogliere la confessione religiosa seguita dal sovrano, pena l’emigrazione verso uno Stato dell’Impero nel quale si professasse la loro stessa confessione religiosa, mentre non era contemplato il credo calvinista.
••• Applicato inizialmente negli Stati di cultura tedesca, per essere esteso poi in tutta l’Europa, il principio, pertanto, andava contro le moderne idee di tolleranza e di libertà di coscienza, anche se il seguitare delle contrapposizioni fra i cattolici e i riformati fece sì che alcuni intellettuali coevi riconoscessero in esso uno strumento valido ad assicurare la pace religiosa.
••• Solo dopo la Pace di Westfalia del 1648 il principio della libertà confessionale venne esteso anche ai sudditi e agli aderenti del calvinismo.
Bibliografia
••• Ernesto Buonaiuti, “Storia del cristianesimo”, Newton & Compton Editore, Roma, 2002
••• “La storia”, UTET Editore, Torino, 2007; De Agostini Editore, Novara, 2007; Mondadori Editore, Milano, 2007