Generalità
••• Trattato di pace, amicizia e commercio stipulato il 2 maggio 1889 fra l’Etiopia e l’Italia, rispettivamente dal negus Menelik II e dal plenipotenziario italiano, il conte Pietro Antonelli, inviato dal Presidente del Consiglio Francesco Crispi, a conclusione di un drammatico scontro fra i due Paesi e culminato nell’annientamento di un reparto italiano presso Dogali da parte delle truppe etiopiche guidate dal ras Alula (26 gennaio 1887).
••• Composto da 20 articoli, il Trattato fu redatto sia in lingua italiana che in lingua amarica, prevedendo, tra le altre cose, il riconoscimento dell’Etiopia delle conquiste italiane in Eritrea, proclamata colonia il 5 gennaio 1890. Tuttavia, ben presto il testo fu differentemente inteso1, dato che l’articolo 17 nella versione italiana pareva impegnare l’Etiopia a ricorrere all’Italia per quanto concerne le relazioni internazionali dell’Etiopia con paesi terzi, configurando perciò il territorio etiopico alla stregua di un protettorato italiano, al contrario della versione amarica che ne prevedeva la semplice possibilità. In un crescendo di ostilità e tensioni, Menelik II dapprima protestò vivamente (1890) e poi denunciò la natura dell’accordo (1893), dando perciò il via a quella catena di avvenimenti che sfociarono nel successivo conflitto italo-etiopico e nella disfatta delle truppe italiane ad Adua (1° marzo 1896).
Notes
••• 1. La versione italiana recitava che: “Sua Maestà il Re dei Re d’Etiopia consente di servirsi del Governo di Sua Maestà il Re d’Italia per tutte le trattazioni di affari che avesse con altre potenze o governi”, mentre quella etiope: “Sua Maestà il Re dei Re d’Etiopia può trattare tutti gli affari che desidera con altre potenze o governi mediante l’aiuto del Governo di Sua Maestà il Re d’Italia.”
Bibliografia
••• Angelo Del Boca,  “Gli italiani in Africa orientale”, Monadadori Editore, Milano, 1992
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007