Generalità
••• Leggi promulgate e introdotte per la prima volta in Inghilterra nel corso del XVI secolo durante il Regno della Regina Elisabetta I, avvicendando l’opera caritatevole messa in pratica fino ad allora dagli istituti monastici cattolici venuti meno, in quanto soppressi, dopo il 1534, come risultato dell’Atto di supremazia da parte di Re Enrico VIII e della conseguente nascita della Chiesa anglicana.
••• Si trattava di un sistema assistenziale rivolto alle fasce più povere della popolazione e che prevedevano una forma di sostegno per quelle categorie di persone che per malattia o per età si trovavano nell’impossibilità di svolgere attività lavorative e quindi dei mezzi di sussistenza, mentre coloro che, al contrario, potevano fisicamente svolgere un lavoro venivano confinati nelle “workhouses”, cioè case di lavoro che, tuttavia, si vennero a trasformare sempre di più in vere “houses of correction” miranti alla “punizione dei vagabondi e al sollievo dei poveri”, in quanto strumento di repressione dell’accattonaggio; così come, ma a partire dal XVIII secolo, venne introdotto il sistema noto come “speenhamland”, che garantiva il sostentamento di tutti quei lavoratori che percepivano un salario posto al di sotto del limite minimo di sussistenza.
••• Tuttavia, all’inizio del XIX secolo, cioè con il propagarsi dei modelli sociali e culturali propri del sistema economico capitalista, e in particolare modo quelli di “self-help” (autosufficienza) e “self-made-man” (uomo fatto da sé), si diffuse presso l’opinione pubblica un mood negativo, vale a dire un atteggiamento critico nei confronti di un programma di assistenza sociale che avrebbe potuto portare progressivamente all’indolenza e alla corruzione dei valori individuali. Di conseguenza, con il trascorrere del tempo, il sistema caritatevole delle “Poor Laws” venne considerevolmente ridotto, divenendo sempre più selettivo e restrittivo, non essendo, infatti, più previsto per esempio il sostentamento pubblico per le persone ritenute fisicamente idonee all’attività lavorativa, per ritornare in auge però alla fine del XIX secolo, quando il successo dei primi movimenti operai costrinse lo Stato a dar vita ad un insieme di politiche pubbliche sociali e assistenziali ben più sostanzioso e complesso delle pur sempre rilevanti “Poor Laws” e che comunemente è noto con l’espressione “Welfare State”.
Bibliografia
••• Vincenzo Paglia, “Storia dei poveri in Occidente, Rizzoli Editore, Milano, 1994
••• “Storia moderna”, Donzelli Editore, Roma, 1998
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli Editore, Bologna, 2000
••• Gennaro Iorio, “Analisi storico-sociologica dei processi di deprivazione”, Armando Editore, Roma, 2001