Introduzione
••• Provvedimento emanato il 3 novembre 1534 attraverso il quale Enrico VIII, Re d’Inghilterra, dava vita alla Chiesa inglese anglicana, con lui a capo, in quanto il provvedimento riconosceva al re e ai suoi successori il titolo di capo supremo in terra della Chiesa d’Inghilterra, con tutti gli onori e i poteri connessi, come ad esempio l’autorità di reprimere i culti considerati eretici e correggere gli eventuali abusi ecclesiastici.
••• Con il sostegno del Parlamento, Enrico VIII formalizzava la separazione dal Papato di Roma e procedeva speditamente allo scioglimento dei monasteri cattolici e all’espropriazione forzata dei fondi storicamente di proprietà pontificia – e successivamente venduti alla borghesia -, come risposta al rifiuto di Clemente VII di annullare il matrimonio contratto l’11 giugno 1509 con Caterina d’Aragona, figlia dei Re Cattolici Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia, che si era trovata nell’impossibilità di donargli il tanto agognato erede maschio e soprattutto zia di Carlo V, Re di Spagna e Imperatore del Sacro Romano Impero, in quanto l’annullamento del loro matrimonio avrebbe irreparabilmente messo in crisi gli storici legami della Santa Sede con la monarchia spagnola.
Testo
••• “Benché la Maestà del Re sia e debba essere giustamente e legittimamente capo supremo della Chiesa d’Inghilterra e tale sia riconosciuta dal clero del suo regno nelle convocazioni, tuttavia ad affermazione e conferma di questo e per l’accrescimento della virtù della religione di Cristo in questo regno d’Inghilterra, ed al fine di reprimere ed estirpare tutti gli errori, eresie ed altri eccessi ed abusi consumati nello stesso, sia decretato per l’autorità di questo attuale Parlamento che il Re, il nostro sovrano, i suoi eredi e successori di questo regno, siano accolti, accettati e valutati come unico capo supremo in terra della Chiesa d’Inghilterra detta “Anglicana Ecclesia” e che detengano e godano la corona imperiale a questo regno annessa ed unita, e del suo titolo ed appannaggio, come di tutti gli onori, dignità, prerogative, giurisdizioni, privilegi, facoltà, immunità, utili e beni propri relativamente alla detta onorabilità di capo supremo della suddetta Chiesa: e che il suddetto nostro sovrano e signore, i suoi eredi e successori di questo regno abbiano pieno potere e autorità di tempo in tempo, di castigare, reprimere, riformare, correggere, regolare, contenere ed emendare tutti quegli errori, eresie, abusi, offese, irrisioni ed eccessi di ogni genere siano, che in ogni modo per spirituale autorità o giurisdizione debbano o possano essere legalmente riformati, repressi, regolati, riparati, corretti, contenuti o emendati. . . . A gloria di Dio Onnipotente e per l’accrescimento della virtù nella religione di Cristo in primo luogo, e per la conservazione della pace, unione e tranquillità di questo regno, nonostante ogni usanza, costume, legge ed autorità straniera, prescrizione o altro in contrario.”
Bibliografia
••• “Storia moderna”, Donzelli Editore, Roma, 1998
••• Ernesto Buonaiuti, “Storia del cristianesimo”, Newton & Compton Editore, Roma, 2002
••• “La storia”, UTET Editore, Torino, 2007; De Agostini Editore, Novara, 2007; Mondadori Editore, Milano, 2007