Generalità
••• Offensiva marittima, propria soprattutto della prima età moderna, posta in essere da flotte, anche private, come le compagnie commerciali, autorizzata e legittimata dal sovrano mediante appositi documenti denominati “lettere di corsa” a compiere aggressioni sui mari a discapito degli interessi di un paese nemico.
••• Adottata dalle Province Unite – lo Stato federale costituito dalle sette province settentrionali dei Paesi Bassi, staccatesi dal dominio spagnolo, tra il 1579 e il 1795 -, dalla Francia e soprattutto dall’Inghilterra di Elisabetta I nella seconda metà del Cinquecento con il celeberrimo Sir Francis Drake -, la guerra di corsa deve essere quindi distinta dalla pirateria, visto che quest’ultima è da considerarsi come una vera e propria azione illegale, anche se nel concreto entrambe rispondevano alle stesse motivazioni economiche e politiche, evidenziate molto bene dagli attacchi violenti e continui compiuti dagli inglesi a danno della Spagna, a quel tempo prima potenza economica e patria dell’intransigenza cattolica.
••• Il trattato di Utrecht, stipulato nel 1713, pose un freno alle cosiddette “lettere di corsa”, tuttavia l’anzidetta guerra fu ancora esercitata fino al momento in cui il congresso di Parigi (16 aprile 1856) la pose definitivamente fuori legge.
Bibliografia
••• “Storia medievale”, Manuali Donzelli, Roma, 1998
••• “Enciclopedia della storia universale”, De Agostini, Novara, 1999
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007