Generalità
••• Acronimo di Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, fondate e costituite per volontà della Chiesa cattolica romana all’indomani della dichiarazione del cosiddetto “Patto di Roma” del 3 giugno 1944, con il quale le diverse correnti sindacali (cristiana, socialista, comunista), sotto la pressione dei rispettivi partiti politici di riferimento (DC, PSI, PCI), convergevano verso un sindacato nazionale unitario, ovvero la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), per far sì che ci fosse una corrente in grado di far concorrenza alla componente comunista del sindacato CGIL, promuovendo così una presenza attiva dei lavoratori cattolici nell’ambito della previdenza e della formazione sul modello della “dottrina sociale di mercato”.
••• Nate ufficialmente il 26-28 agosto 1944 nel convento di Santa Maria sopra Minerva, le ACLI negli anni seguenti, a seguito della rottura sindacale determinata altresì da alcuni importanti eventi politici nazionali e internazionali1, sotto la direzione di Achille Grandi e Giulio Pastore iniziano a riconsiderare la loro natura e posizione, partecipando attivamente alla costituzione di un sindacato cattolico – vale a dire la Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori (CISL) – quantunque non confessionale e formalmente autonomo dal partito della Democrazia Cristiana. Dopo queste scelte, e considerata la conseguente nuova situazione politica e sindacale italiana, l’associazione delle ACLI corresse il suo statuto originario e dopo aver valutato per di più l’ipotesi dello scioglimento – venuta meno su iniziativa e pressione di Giovanni Battista Montini, futuro Pontefice con il nome di Paolo VI – continuò in quegli anni ad essere e a rappresentare “il movimento sociale dei lavoratori cristiani, guida e orientamento per la loro promozione”.
••• Negli anni successivi, con i governi di centrosinistra e con le nuove necessità lavorative, si è assistito a un riposizionamento delle ACLI, che posero fine al “collateralismo” con la DC (1969, Congresso di Torino) e schierandosi a favore di una nuova e rinnovata unità sindacale, prendendo anche posizione contro il sistema capitalistico (1970, Congresso di Vallombrosa), suscitando aspre reazioni non solo da parte dell’ala cattolica più intransigente del movimento, ma anche, e soprattutto, dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) che allora fece venir meno l’appoggio vescovile all’organizzazione aclista, soggetta negli anni successivi a varie scissioni che portarono alla nascita di nuove formazioni e organizzazioni sindacali di cultura cattolica, come il Movimento Cristiano Lavoratori, che riunificò per l’appunto altre componenti fuoriuscite dalle ACLI per non aver condiviso le prospettive sociali e ecclesiali connesse alla cosiddetta “svolta socialista aclista” portata avanti a partire dai congressi del 1969 e 1970.
••• Dagli anni Ottanta in poi il ruolo politico e sociale delle ACLI si è a mano a mano attenuato, nonostante il riavvicinamento con la gerarchia cattolica, continuando comunque la loro opera spirituale, etica e culturale volta a rilanciare l’impegno civile dei cattolici in seno alla società del nostro paese.
Notes
••• 1. In piena Guerra Fredda, nel nostro Paese, negli anni 1948-1949, si verificano fatti e situazioni che ineluttabilmente hanno prodotto ripercussioni anche sul piano più squisitamente sindacale e lavorativo, come per esempio:
••••• si svolgono le prime elezioni della Repubblica italiana, vinte dalla Democrazia Cristiana, grazie al 48,5% dei voti rispetto al 31% del blocco socialista e comunista;
•••• il governo italiano, presieduto allora dal democristiano Alcide De Gasperi, accetta il piano di assistenza, sia politica che economica, denominato “European Recovery Program”, noto più comunemente come “Piano Marshall”, varato dagli Stati Uniti d’America per la ricostruzione dell’Italia e dell’Europa dopo le tragedie della Seconda guerra mondiale e al quale si oppongono duramente le forze politiche e sindacali socialiste e comuniste, aprendo inoltre la strada anche all’entrata dell’Italia nel Patto Atlantico;
•••• l’attentato al Segretario del Partito Comunista Italiano, Palmiro Togliatti, causa all’interno della CGIL, al tempo sindacato unitario, uno scossone politico e emotivo, giacché su iniziativa della componente socialista e comunista viene indetto uno sciopero contro il governo italiano in quanto “responsabile morale dell’accaduto”.
Bibliografia
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli Editore, Bologna, 2000
••• “La storia”, UTET Editore, Torino, 2007; De Agostini Editore, Novara, 2007; Mondadori Editore, Milano, 2007