Generalità
••• San Pablo Guelatao 21 marzo 1806 † Città del Messico 18 luglio 1872.
••• Eroe nazionale e Presidente della Repubblica (1858-1872), Benito Pablo Juarez, dall’origine indiana zapoteca, povero e rimasto orfano giovanissimo, si vide presto costretto a trasferirsi nella città di Oaxaca, dove ebbe la fortuna di incontrare e lavorare per un frate francescano che gli insegnò la lingua spagnola e lo aiutò negli studi di avvocatura, grazie ai quali conobbe e sposò Margarita Maza, appartenente ad una delle famiglie più benestanti dell’intera regione e soprattutto poté iniziare la carriera politica, divenendo inizialmente Segretario del governo dello Stato di Oaxaca, poi Deputato nel 1846 e Governatore dello stesso Stato dal 1847 al 1852.
••• Per le sue idee considerate a quel tempo eccessivamente liberali, Juarez nel 1853 conobbe prima il carcere e successivamente anche l’esilio in quanto strenuo oppositore del Presidente Antonio Lopez de Santa Anna, ma, una volta deposto quest’ultimo, Juarez nel 1854 fece parte del nuovo governo liberale messicano, avendo un ruolo di primissimo piano nell’elaborazione di un manifesto di riforme politiche e economiche per un Messico repubblicano e democratico. Dopo essere stato Ministro della Giustizia e degli Affari ecclesiastici e nominato Presidente della Corte Suprema, Juarez in quegli anni si preoccupò di varare una serie di leggi in grado di delimitare i privilegi del clero e di instaurare un regime politico e istituzionale nel quale fossero ben distinte e separate le prerogative dello Stato e della Chiesa.
••• Nel 1858, subito dopo l’emanazione della costituzione liberale, le forze reazionarie costituite dall’élite fondiaria e dalle autorità ecclesiastiche organizzarono un golpe, un colpo di Stato che costrinse il Presidente dell’epoca, Ignacio Comonfort, a fuggire negli Stati Uniti d’America. Juarez, a quel tempo Vicepresidente, assunse legittimamente il potere politico presidenziale e, dopo aver spostato la sede di governo a Veracruz e nazionalizzato tutti i beni ecclesiastici, condusse una lotta senza quartiere contro le forze conservatrici, riuscendo a sconfiggerli dopo soli tre, ma tragici, anni di guerra civile – la cosiddetta “Guerra della riforma” (1858-1860). Confermato Presidente a furor di popolo e dal Congresso (1861), Juarez dovette però affrontare una disastrosa crisi economica e sociale derivante dalla guerra civile e che venne superata attraverso un decreto presidenziale che prevedeva di dilazionare per due anni il pagamento del debito contratto con l’estero; una decisione che tuttavia trovò la ferma opposizione di tutte le maggiori potenze creditrici, Gran Bretagna, Spagna soprattutto della Francia, con la quale l’azione di forza del Presidente Juarez si venne a trasformare in una vera e propria guerra quando il governo di Parigi decise di inviare un esercito nel Paese centroamericano per farne un Impero satellite con a capo Massimiliano d’Asburgo. Costretto ancora una volta a cambiare la sede del governo, Juarez diede vita ad una eroica resistenza armata e popolare conclusasi nel 1867 con il ritiro dei francesi e la cattura, seguita dalla condanna mediante fucilazione, dell’Imperatore Massimiliano d’Asburgo nel 1867, e il trionfo – grazie anche all’ausilio decisivo degli Stati Uniti d’America che mal tolleravano la presenza della Francia alle loro frontiere – del Presidente Benito Pablo Juarez che da quel momento, come leader nazionale indiscusso, rieletto Presidente nel 1867 e poi nel 1871, poté proseguire una politica di riforme liberali, seppur talvolta messa a repentaglio da divisioni politiche interne e contrapposizioni sociali, così come da alcuni tentativi di restaurazione conservatrice.
Bibliografia
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli, Bologna, 2000
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007