Generalità
••• Associazione politica francese sorta durante la Rivoluzione francese del 1789 e costituita da alcune delle figure di maggior spicco di quel tempo come Jean-Paul Marat, Georges Danton, Jacques Hèbert, Fabre d’Églatine e Camille Desmoulins con sede in un ex convento di frati (Ordine dei Frati Minori Conventuali, detti in francese “cordeliers”) e volto ad organizzare politicamente e socialmente tutti gli strati più bassi e popolari che non avevano la possibilità di iscriversi al costoso Club dei giacobini.
••• Dal punto di visto politico, i cordiglieri si caratterizzavano per l’estremismo rivoluzionario, prima di tutto con Hébert, per posizioni ultrademocratiche, collimanti con quelle dei sanculotti, per le critiche radicali e massimaliste in merito al moderatismo dell’Assemblea costituente e perfino dei giacobini, passando alla storia per il fatto di essere stati, secondo alcuni cronisti, gli ideatori del moto più noto al mondo (“Liberté, Égalité, Fraternité”), che espresse al meglio gli ideali più autentici della Rivoluzione.
••• A seguito del fallito tentativo di fuga da parte di Luigi XVI nel giugno 1791, i cordiglieri furono verosimilmente i primi a chiedere l’eliminazione dello Stato monarchico e a caldeggiare cosi la creazione di un regime repubblicano. Per questo, il 17 luglio 1791 il Club dei cordiglieri organizzò un’adunata contro la monarchia, che tuttavia il Comandante della Guardia Nazionale, La Fayette, uno dei maggiori esponenti di un altro raggruppamento politico, quello dei foglianti, d’ispirazione moderata, represse nel sangue, facendo venir meno ogni possibile collaborazione tra l’ala radicale e quella moderata della Rivoluzione. A quel punto, i cordiglieri incoraggiarono e fomentarono ancor più le posizioni più radicali, partecipando attivamente il 10 agosto 1792 all’assalto del Palazzo delle Tuileries, dove fin dalle prime settimane della Rivoluzione francese risiedeva la famiglia reale, e che sostanzialmente pose termine alla monarchia francese, inducendo l’Assemblea nazionale a convocare la Convenzione Nazionale, cioè un’assemblea esecutiva e legislativa in vigore dal 20 settembre 1792 al 26 ottobre 1795, durante la quale esercitarono pressioni in senso democratico, contribuendo al declino dei girondini ma altresì all’avvento del regime autoritario montagnardo durante il periodo denominato del “Terrore”.
••• Proprio a causa del prevalere all’interno del movimento delle posizioni più estremistiche, quelle di Hébert, si venne a verificare una fortissima contrapposizione che provocò ben presto la fuoriuscita di Danton, che con altri dette vita al Club degli indulgenti. La morte di Hébert, ghigliottinato, nel 1794 determinò la progressiva crisi del movimento che finì di esistere dopo il colpo di Stato promosso il 27 luglio 1794 e volto a porre fine all’infausta fase del Terrore, aprendo pertanto la strada al cosiddetto “Termidoro”, nella quale prevalse una linea politica relativamente più moderata rispetto a quella precedente, quantunque sempre contrassegnata da numerose e sanguinose vendette a discapito soprattutto dei giacobini.
Bibliografia
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli Editore, Bologna, 2000
••• Albert Soboul, “Storia della Rivoluzione francese”, Rizzoli Editore, Milano, 2001
••• Georges Duby, “Storia della Francia”, Bompiani Editore Milano, 2001
••• “La storia”, UTET Editore, Torino, 2007; De Agostini Editore, Novara, 2007; Mondadori Editore, Milano, 2007