Generalità
••• Politico del XIII secolo, pur appartenendo ad una delle più antiche famiglie nobili ghibelline della città di Firenze, abbracciò in seguito la fazione guelfa e popolare e ne diventò il paladino capeggiando la sommossa contro i magnati fiorentini nel 1292.
••• Come priore, fu probabilmente il massimo promotore degli “Ordinamenti di giustizia” (1293), senza dubbio la riforma di maggior interesse della Repubblica fiorentina di fine XIII secolo; sulla base di questi provvedimenti, i magnati – cioè i nobili medievali proprietari terrieri –dovevano necessariamente iscriversi ad un’Arte, ad una delle corporazioni di arti e mestieri, pena l’esclusione dalle cariche pubbliche a favore del nascente ceto borghese. Ciononostante, la condizione del “popolo magro”, costituito dagli strati più poveri (operai salariati, braccianti) non cambiò più di tanto, giacché non esistevano al tempo corporazioni di arti e mestieri che annoverassero le loro categorie professionali – le prime arti “popolari” si avranno nel 1343, con l’avvento del podestà Gualtiere VI di Brienne, meglio noto come Duca di Atene.
••• Messo all’indice finanche dall’alta gerarchia ecclesiastica di Roma, Giano cadde nel 1295 per mano di una congiura ordita dai magnati e dal “popolo grasso”, rappresentato dai grandi commercianti e mercanti e facente capo alle arti maggiori, costringendolo all’esilio in Francia, dove morì.
Bibliografia
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli, Bologna, 2000
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007