Generalità
••• Atto promulgato il 12 luglio 1790 dall’Assemblea Costituente per correggere il rapporto tra la Chiesa cattolica e lo Stato francese e che fu al centro dell’attenzione dei primi rivoluzionari, dal momento che, prima della Rivoluzione del 1789, il clero, grazie a continui lasciti privati, disponeva di molte e vaste proprietà immobiliari e beneficiava di numerosi privilegi feudali. Pertanto, l’Assemblea Costituente, ancor prima della promulgazione ufficiale dell’anzidetto atto, dette luogo a tutta una serie di riforme in proposito, e tra queste:
••••• 4 agosto 1789: il venir meno dell’antico regime feudale, il che comportava per la Chiesa la fine della decima, vale a dire l’onere di versare alla stessa la decima parte del raccolto e del lavoro umano, sancendo di fatto il principio dell’uguaglianza giuridica e civile dei cittadini;
••••• 26 agosto 1789: l’entrata in vigore della celeberrima “Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino”, sul modello di quella già redatta in Virginia nel 1776;
••••• 2 novembre 1789: per effetto del prolungarsi della crisi economica e finanziaria statale vennero messe a disposizione della nazione i beni fondiari ecclesiastici, seppur con l’onere, per lo Stato, di risarcire i parroci attraverso un “traitement”, cioè una sorta di salario;
••••• 13 febbraio 1790: vennero soppresse le congregazioni religiose, tranne quelle impegnate in attività di assistenza ospedaliera e spirituale per la comunità tutta.
••• Nonostante alcune severe critiche provenienti dall’aristocrazia cattolica più intransigente e qualche velata critica avanzata dai protestanti che reclamavano la piena uguaglianza dei culti – non sancita formalmente dalla “Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino”, in quanto veniva stabilito solo e semplicemente che “Nessuno deve essere inquietato per le sue opinioni, anche religiose” -, una buona parte degli ecclesiastici aveva apprezzato la politica religiosa posta in essere dall’Assemblea Costituente, con il risultato che il rapporto tra lo Stato francese e la Chiesa cattolica venne “laicamente costituzionalizzato”, in quanto il cattolicesimo da allora cessò di essere la religione di Stato, anche se allo stesso tempo mantenne alcuni privilegi, come quello di essere l’unica confessione autorizzata ad officiare in pubblico le proprie liturgie, essendo le altre confessioni tollerate come fatto meramente personale e privato.
••• Insomma, mediante la Costituzione civile del clero – ispirata ai tradizionali princìpi gallicani propri della Chiesa nazionale francese, preoccupata di mantenere una certa autonomia rispetto al Papato di Roma – la configurazione ecclesiastica fu foggiata alle nuove sensibilità sociali, dato che per esempio:
••••• le diocesi vescovili furono fatte coincidere con il numero dei dipartimenti amministrativi, passando da 135 a 83;
••••• lo Stato si faceva carico della retribuzione salariale di vescovi, parroci e vicari, cosicché il clero diveniva a tutti gli effetti un corpo di funzionari statali, obbligato a giurare fedeltà e lealtà alla costituzione;
••••• si decretava l’elezione democratica di vescovi e parroci da parte delle assemblee locali, in ossequio anche in questo caso al principio gallicano per il quale l’istituzione ecclesiastica doveva essere al servizio della nazione e non alle dipendenze di Roma;
••••• veniva previsto l’obbligo di residenza per vescovi e parroci, pena la perdita salariale.
••• Ovviamente, il Pontefice del tempo, Pio VI, condannò nel marzo 1791 le condizioni previste dalla Costituzione civile del clero, e ciò causo una demarcazione tra clero “costituzionale”, che, a dispetto della riprovazione papale, accettò le nuove disposizioni, e quello “refrattario”, che, invece, in ubbidienza al Papato di Roma dissentì aspramente, attivandosi per un’opera, insieme religiosa e culturale, controrivoluzionaria, fallendo però nell’intento, dal momento che l’ostilità manifestata a più riprese dal clero “refrattario” accrebbe l’anticlericalismo proprio e specifico dei rivoluzionari, indirizzati, infatti, verso un progetto di completa secolarizzazione e scristianizzazione del loro Paese.
Bibliografia
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli, Bologna, 2000
••• Albert Soboul, “Storia della Rivoluzione francese”, Rizzoli, Milano, 2001
••• Georges Duby, “Storia della Francia”, Bompiani, Milano, 2001
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007