Rivolta del 1521
••• Rivolta propria delle comunità castigliane nei confronti del giovane Carlo V, Re di Spagna e imperatore del Sacro Romano Impero, guardato con malevolenza dai castigliani, e per la verità dall’intera nazione spagnola, per la sua origine e cultura fiamminga e borgognona – così come i suoi principali consiglieri a corte, il che era naturalmente in netto, antropologico contrasto con la plurisecolare storia spagnola della “limpieza de sangre”, emblema della “Reconquista” – e per la gravosità della nuova politica fiscale.
••• A fondamento delle preoccupazioni spagnole, e castigliane, era la convinzione che il nuovo re (1916) e imperatore (1519) ponesse in secondo piano gli interessi primari della Spagna o, peggio, si servisse delle ingenti risorse coloniali spagnole al fine di risolvere le problematiche del Sacro Romano Impero – un timore, tra l’altro, che sembrava trovare una conferma diretta dalla propensione di Carlo V di assegnare le cariche e i benefici più importanti agli stranieri. Da qui, dunque, l’istanza castigliana di rispettare il ruolo delle assemblee politiche (“Cortes”) e delle peculiarità regionali spagnole. E al diniego di Carlo V, scoppiò immediatamente la rivolta, capeggiata dal nobile e rivoluzionario Juan de Padilla, prima nelle città di Toledo e di Segovia, per estendersi poi praticamente in tutta la Spagna, costringendo Carlo V ad una politica mista di concessioni e repressioni. Ben presto, tuttavia, e soprattutto a seguito del mancato appoggio dell’influente aristocrazia fondiaria – tormentata di alcune richieste forse troppo democratiche e radicali avanzate dai comuneros e poco incline a schierarsi contro il sovrano – la ribellione perse a poco a poco vigore, per essere soffocata nel sangue dalle truppe regolari spagnole, dopo la battaglia di Villalar (23 aprile 1521).
Rivolta del 1820-1823
••• Per palese analogia, comuneros si chiamarono anche coloro che durante la Restaurazione furono tra i principali interpreti della rivolta guidata dal colonnello Rafael Riego, il quale riuscì, perfino, nell’intento di sollevare l’esercito spagnolo contro il Re, Ferdinando VII, con l’obiettivo di “riesumare” la cosiddetta “Costituzione di Cadice” del 1812; come già accaduto nel 1521, dopo i primi successi iniziali, l’insurrezione venne duramente repressa dalle truppe francesi, inviate dalla Santa Alleanza, nella celeberrima battaglia del Trocadero, a pochi km da Cadice (31 agosto 1823).
Bibliografia
••• “Storia contemporanea”, Donzelli Editore, Roma, 1997
••• “Storia moderna”, Manuale Donzelli, Roma, 1998

••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli, Bologna, 2000
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007