Generalità
••• Il termine, che in arabo significa letteralmente “sollevazione”, è entrato a far parte dell’uso comune contemporaneo per indicare le sommosse, le ondate di agitazione della popolazione giovanile e studentesca palestinese volte a porre fine nei loro intenti alla presenza militare e politica israeliana in Cisgiordania e a Gaza – territori occupati fin dal 1967 come conseguenza della Guerra dei sei giorni (5-10 giugno 1967), quando un attacco aereo israeliano preventivo determinò la pressoché completa distruzione delle forze aeree arabe (Siria, Giordania, Egitto), con le forze di terra di quei paesi decimate giacché prive della necessaria copertura aerea -, e poste in essere soprattutto attraverso il lancio di pietre.
••• Comunemente, vengono indicate due intifade:
••••• la prima si riferisce alla ribellione, esplosa spontaneamente, nel dicembre 1987 a seguito della morte di quattro palestinesi dopo che un camion guidato da un colono israeliano travolse due taxi nel campo profughi di Jabalyya, e da qui le reazioni e le violenze che trovano fine ufficialmente con gli “Accordi dio Oslo” (agosto 1993) e con la successiva formazione dell’ANP (Autorità Nazionale Palestinese);
••••• la seconda – nota anche come “Intifada di al-Adsa” -, invece, ha avuto luogo esattamente il 28 settembre 2000, allorquando l’allora capo dell’opposizione partitica israeliana del Likud, l’ex Generale e Primo Ministro Ariel Sharon, entrò con una scorta militare nella cosiddetta “Spianata delle mosche” (al-Aqsa, Cupola della roccia) di Gerusalemme, provocando fatalmente la disapprovazione araba e palestinese.
••• Forme di intifada, seppur non ufficiali, ve ne sono state altre, come ad esempio quella avvenuta a cavallo tra il 2008 e il 2009 (Guerra di Gaza), e più complessivamente hanno avuto il merito o il torto, a seconda dei casi, di riportare alla luce la drammatica situazione vigente ancora oggi in Medio Oriente, facendo tra l’altro guadagnare alla causa palestinese una certa ondata di simpatia e di solidarietà internazionale, e mettendo soprattutto in evidenza l’urgenza, ormai non più procrastinabile, di creare in quella specifica aree del mondo situazioni politiche, istituzionali e sociali di pacifica coesistenza tra le due comunità.
Bibliografia
••• Giovanni Codovini, “Storia del conflitto arabo israeliano palestinese”, Mondadori, Milano, 1999
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli, Bologna, 2000
••• “La storia”, UTET, Torino, 2007; De Agostini, Novara, 2007; Mondadori, Milano, 2007