Generalità
••• Nel Medioevo feudale per beneficio si intendeva l’insieme di tutti quei beni (castelli, terre) concessi a titolo di favore dal sovrano a un suo vassallo, o da un vassallo a un valvassore o valvassino in cambio di un “officium”, ovverosia della prestazione di servizi politici e militari. Almeno all’inizio, l’istituto del beneficio era provvisorio e revocabile, poiché andava restituito qualora fosse venuto a mancare il rapporto formale tra signore e vassallo, conseguentemente alla morte o al venir meno della lealtà del beneficiario.
••• In principio, cioè all’origine dell’istituto vassallattico, e dunque nella Francia dell’VIII secolo, il servizio reso e il rapporto di lealtà del vassallo avevano di norma la priorità sul beneficio, che ne era quindi la conseguenza, e tuttavia, nel trascorrere del tempo, cioè con il declino dell’Impero carolingio, il rapporto esistente tra “officium” e “beneficium” si invertì del tutto, cosicché quest’ultimo rappresentò sempre di più la conditio sine qua non affinché il dominato garantisse al dominante i propri servizi.
••• Come testé sottolineato, il beneficio era inizialmente revocabile, ma dall’IX secolo divenne trasmissibile e ereditario per tutti i maggiori vassalli con il noto “Capitolare di Quierzy” (877) di Carlo II il Calvo, al tempo Re franco, Re d’Italia e Imperatore del Sacro Romano Impero, e poi (1037) per tutti gli altri feudatari, dopo l’emanazione dell’altrettanto noto “Constitutio de feudis” ad opera dell’Imperatore Corrado II il Salico.
Bibliografia
••• Marc Bloch, “La società feudale”, Einaudi Editore, Torino, 1984
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli Editore, Bologna, 2000
••• Renato Bordone, Giuseppe Sergi, ”Dieci secoli di Medioevo”, Einaudi, Torino, 2009
Link
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