Generalità
••• Prima dell’invenzione nel corso del XV secolo della tipografia (stampa a caratteri mobili), grazie all’artigiano tedesco Johannes Gutenberg, i testi erano stati riprodotti dall’amanuense, ovverosia quella figura professionale che fino ad allora aveva avuto il compito di trascrivere manoscritti e codici per il pubblico e il privato.
••• Più in specifico, nell’antichità l’amanuense era il più delle volte uno schiavo istruito che svolgeva, per l’appunto, la propria opera intellettuale in apposite officine dirette da ricchissimi commercianti librai, allorquando in età medievale era viceversa il monaco che, in un locale confinante alla biblioteca monasteriale, conosciuto come “scriptorium”, s’attivava con passione e perizia nell’assicurare il servizio richiesto, ricalcando, pertanto, intere opere, al punto tale che la gran parte dei testi filosofici, letterari e scientifici dell’antichità classica è giunta a noi proprio in virtù della straordinaria competenza degli amanuensi, incensati in modo particolare dall’umanista e benedettino Johannes Trithemius, autore nel 1492 dell“Elogio degli amanuensi” relativamente ai loro meriti sociali e culturali.
Bibliografia
••• Massimo L. Salvadori, “Enciclopedia storica”, Zanichelli Editore, Bologna, 2000